“Viaggiando nel tempo , finiamo nel 1909 in Austria. Tu sei in un pub e bevi una grappa con uno sconosciuto. Sai che studia arte e gli manca un testicolo. Il suo nome è Adolf. A questo punto della sua vita non ha fatto niente di male. Non è deluso, non è arrabbiato, non ha commesso alcun crimine , non va a cena portandosi un coltello in tasca, non ha ucciso nessuno e tantomeno scatenato una guerra mondiale. Tu non lo ammazzi? Se sai che così facendo salveresti la vita a milioni di persone?” La domanda a cui un po’ tutti vorrebbero rispondere. Cosa farei al suo posto? Ho trovato “Una cena quasi perfetta” molto stuzzicante. Divertente si, ma grottesco. Molto grottesco. Una classica “black comedy” dove il buono non è poi tanto buono e dove il cattivo forse è un po’ troppo cattivo.
domenica 11 aprile 2010
Una Cena Quasi Perfetta
Pubblicato da
FedeQTong
h
15:07
“Viaggiando nel tempo , finiamo nel 1909 in Austria. Tu sei in un pub e bevi una grappa con uno sconosciuto. Sai che studia arte e gli manca un testicolo. Il suo nome è Adolf. A questo punto della sua vita non ha fatto niente di male. Non è deluso, non è arrabbiato, non ha commesso alcun crimine , non va a cena portandosi un coltello in tasca, non ha ucciso nessuno e tantomeno scatenato una guerra mondiale. Tu non lo ammazzi? Se sai che così facendo salveresti la vita a milioni di persone?” La domanda a cui un po’ tutti vorrebbero rispondere. Cosa farei al suo posto? Ho trovato “Una cena quasi perfetta” molto stuzzicante. Divertente si, ma grottesco. Molto grottesco. Una classica “black comedy” dove il buono non è poi tanto buono e dove il cattivo forse è un po’ troppo cattivo.
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film anni '90
venerdì 9 aprile 2010
Happy Family
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catta
h
18:52
Dopo il poco riuscito "Come Dio comanda", Salvatores cambia decisamente abbandonando toni e ambientazioni cupe e regalandoci un film molto colorato, girato con la consueta classe, ottimista e con "forti" echi andersoniani. La storia ha uno stampo Pirandelliano e parla di un uomo bloccato dalle mille paure e dai mille timori che decide di scrivere una storia in cui i personaggi sono i componenti di due famiglie. Questi stessi personaggi, durante la storia, iniziano ad interagire surrealmente proprio con lo scrittore che ad un certo punto entra nella storia, fino ad arrivare ad un finale che è meglio non svelare per non rovinare il film. Alla base di questo film si sente forte la tematica della paura di vivere ed è proprio questo l'incipit del film, in cui un simpatico De Luigi in primo piano fa l'elenco di tutte le cose di cui ha paura compresa quella di amare ed è proprio questa sua paura che lo spinge a voler scrivere una storia in cui i personaggi principali si innamorino.
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recensioni (film attuali)
Aria
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ilPina
h
18:42
Vincitore del David di Donatello come miglior cortometraggio nel 2005, "Aria" parla di un ragazzino e della sua vita non troppo semplice nel classico passaggio da infanzia a maturità fra partite di pallone, screzi coi ragazzi della sua età e problemi familiari. Non per liquidarlo in poco ma personalmente il corto non mi è per nulla piaciuto. Per carità, le tematiche sono importanti, toste, difficili da trattare (il padre violento, l'amante della madre, la droga), ma non capisco allora perchè per forza parlarne. Il registro è il classico di un certo cinema autoriale italiano di anni fa, con molti silenzi, tanti sguardi, tante parole inutili e faticose a comprendersi, un uso eccessivo dei rumori della strada o delle persone che passano per sottolineare la realtà della storia (io li trovo particolarmente irritanti) quasi come a rendere reale e normale una storia del genere.
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cortometraggi
giovedì 8 aprile 2010
E'complicato
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ilPina
h
12:08
Trama: La divorziata cinquantenne Jane Adler (Maryl Streep) vive con i tre figli a Santa Barbara dove gestisce con successo un ristorante/panetteria. Dopo quasi dieci anni dal divorzio Jane comincia una relazione extra coniugale (di natura per così dire “passionale”) con il suo ex marito Jake (Alec Baldwin) che si era risposato con Agness, giovane e bella ragazza causa del loro divorzio. Il tutto si complicherà ulteriormente con l'arrivo di Adam (Steve Martin) ,divorziato architetto della donna che darà vita a un triangolo amoroso.Nancy Meyers (già regista di “Tutto può succedere”, “What Women want” e “L'amore non và in vacanza”) si conferma con questo lavoro la regina della commedia americana. Sceneggiatrice, produttrice e regista del film, ci porta ancora una volta all'interno di situazioni divertenti e leggere ma che non rinunciano a dare un senso più profondo alle storie che racconta.
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recensioni (film attuali)
mercoledì 7 aprile 2010
Vincent
Pubblicato da
ilPina
h
22:30
E' il 1982 e un ex disegnatore della Disney (cacciato per il suo immaginario troppo dark per la casa di Topolino) crea un piccolo gioiello in stop-motion che porta con sé tutta quella che sarà l'estetica del suo grande autore: Tim Burton. Vincent è la storia in parte autobiografica di un bambino che al posti di correre e giocare all'aria aperta vuole diventare come Vincent Price, famoso attore horror del secolo scorso (dai fan conosciuto per l'interpretazione dello scienziato in “Edward mani di forbice”) che narra questa storia con voce fuoricampo. Nel corto è chiarissima tutta la poetica burtoniana: la divisione fra realtà e fantasia come piani che molto spesso si mescolano e sovrappongono, la vena dark dei temi, il richiamo alla filastrocca e alla storia per bambini, l'umorismo macabro e lo stile visivo gotico.
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cortometraggi
martedì 6 aprile 2010
L'altra metà
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ilPina
h
13:43
Voglio “inaugurare” la sezione dei corti andando sul sicuro. Chi è Pippo Mezzapesa? (esagererò) Un giovane ma grandissimo talento italiano molto ma molto meglio (a mio personale parere) di altri registi “affermati” nel nostro paese alla Moccia o Brizzi. “L'altra metà” è il corto che ha girato col “patrocinio” del (anche lui) grandissimo Paolo Sorrentino che parla di un'anziana signora che non invitata al matrimonio della nipote esce di nascosto dall'ospizio dove risiedeva per andarci. Un esempio di altissimo cinema italiano dei giorni nostri, sinceramente non so cosa dire di negativo. Seriamente, un corto perfetto a parer mio! Tecnicamente le musiche sono stupende, le inquadrature e i movimenti di macchina adeguatissimi, i paesaggi e la fotografia affascinanti come solo alcuni paesaggi italiani sanno essere.
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cortometraggi
lunedì 5 aprile 2010
Lady In the Water
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FedeQTong
h
01:17
Trama: Cleveland Heep , custode di un complesso residenziale, scopre nella piscina comune una ninfa acquatica di nome Story e decide di aiutarla a ritornare nel suo mondo, il Regno Azzurro.
E’ una fiaba.
Lo premetto, perché in molti non hanno colto questo piccolo particolare. Fare una fiaba al giorno d’oggi , con la concorrenza che propone macchine che si traformano in robot, umani che si trasformano in esseri blu, forse risulta eccessivo. Quasi un azzardo.Ma Shyamalan è riuscito nel suo intento. Ogni volta che guardo questo film mi emoziono sempre di più e mi domando : “Ma è mai possibile che sia riuscito veramente a scrivere questo? ”. M. Night Shyamalan è famoso in tutto il mondo grazie a “Il Sesto Senso”.Diciamo che quel film è stato il suo più grande successo, ma rappresenta anche il suo modo di lavorare ancora non perfetto (al contrario di The Village, Signs, E Venne Il Giorno), quasi come se volesse piacere a tutti. Gran pecca in effetti.
Lo premetto, perché in molti non hanno colto questo piccolo particolare. Fare una fiaba al giorno d’oggi , con la concorrenza che propone macchine che si traformano in robot, umani che si trasformano in esseri blu, forse risulta eccessivo. Quasi un azzardo.Ma Shyamalan è riuscito nel suo intento. Ogni volta che guardo questo film mi emoziono sempre di più e mi domando : “Ma è mai possibile che sia riuscito veramente a scrivere questo? ”. M. Night Shyamalan è famoso in tutto il mondo grazie a “Il Sesto Senso”.Diciamo che quel film è stato il suo più grande successo, ma rappresenta anche il suo modo di lavorare ancora non perfetto (al contrario di The Village, Signs, E Venne Il Giorno), quasi come se volesse piacere a tutti. Gran pecca in effetti.
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film anni 2000-2009
sabato 3 aprile 2010
La mummia
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ilPina
h
17:01
Nei primi anni '20 a Tebe (Egitto), degli archeologi scoprono la mummia di un sacerdote vecchia più di 2000 anni; leggendo una pergamena coperta da sortilegio riportano in vita la salma che creerà scompiglio per riavere la sua amata reincarnata in una giovane. Il film è il quarto classico horror della Universal Pictures dopo Il fantasma dell'opera (1925) , Dracula (1931) e Frankenstein (1931), serie alla quale si aggiungerà l'uomo lupo, l'uomo invisibile, il mostro della laguna e una infinità di sequel, rinpasti e spin-off (Frankestein contro l'uomo lupo ecc...) che daranno vita effettiva al genere per il grande pubblico. La trama del film è di per sé molto semplice, lineare, simile a quella di Dracula anche se trasportata in un contesto differente; il film fu scritto infatti da John L.Baldestron che collaborò alla stesura dei precedenti Frankenstein e Dracula (appunto).
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film anni '30
Viale del tramonto
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ilPina
h
13:44
Eh vabbé, mi sembra di fare apposta a parlar solo bene dei film, ma finche guardo questi...Sunset boulevard è uno di quei lavori che ti fa rimpiangere il cinema di 60 anni fa a parer mio. Il film diretto da Billy Wilder (A qualcuno piace caldo, Sabrina) e ambientato nella Hollywood degli ultimi anni '40 parla di un giovane sceneggiatore e del suo incontro (che si trasformerà in convivenza quasi forzata) con una famosa attrice del muto restia ad accettare la sua fama decaduta dopo l'avvento del sonoro nelle pellicole. Se già di per sé il tema è molto interessante e ricco di spunti utilizzabili, con una sceneggiatura, una regia e soprattutto delle interpretazioni come si trovano in questo lavoro si capisce facilmente come il film possa essere stato nominato per 11 oscar (ne ha vinti 3). Ma andiamo con ordine. Registicamente parlando sono rimasto a bocca aperta per la grande abilità di Wilder coi movimenti di macchina, le inquadrature e le sequenze, sempre adatti e mai banali. Già dai titoli di testa ci si rende conto delle capacità del regista che haimé (torno a dire) non trovo in così tanti contemporanei. Un ottimo lavoro sottolineato anche dalla sceneggiatura (davvero splendida) scritta proprio da lui insieme a Charles Brackett, come a dire che questo lavoro è veramente "figlio suo".
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film anni '50
giovedì 1 aprile 2010
Black sheep
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ilPina
h
20:46
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film anni 2000-2009
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