IL BLOG DEL CINEMA DA NON-COMPETENTI AMANTI DELLA 7a ARTE

"Bevare! Bevare! Bevare of the big green dragon that sits on your doorstep. He eats little boys! Puppy dog tails
and big, fat snails! Bevare! Take care! Bevare!" (Bela Lugosi in "Glen or Glenda", Ed Wood, 1953)

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mercoledì 21 aprile 2010

Il fantasma dell'opera


Trama (wikipedia): "Erik, musicista geniale ma deforme che vive nascosto nei sotterranei dell’Opera di Parigi, è pronto a tutto pur di portare al successo la giovane cantante Christine, di cui è segretamente innamorato". "Il fantasma dell'opera" di Rupert Julian è la seconda trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Gaston Leroux (1910), alla quale faranno seguito moltissime altre di autori anche non di secondo calibro (Brian DePalma, Dario Argento e Joel Schumacher per citarne alcuni). La storia di per sé è infatti estremamente cinematografica, un misto tra gotico e sentimentale che di certo attira moltissimo. Il film è il precursore anche della "serie" di mostri della Universal Pictures che annovereranno fra gli altri Dracula, Frankenstein e l'uomo lupo; di questi pone certamente le basi sotto diversi punti di vista.

martedì 30 marzo 2010

Destino-Der müde Tod


Germania, anni 20. Sarà stata la guerra appena persa che ha dato loro una diversa percezione della realtà, fatto sta che i tedeschi in quegli anni hanno veramente lasciato il segno. Mi riferisco all'estetica espressionista di cui molti registi hanno fatto le veci in film muti di quegli anni e mi riferisco soprattutto a un gioiello che ho visto qualche tempo fa, “Destino” di Fritz Lang (titolo originale “Der müde Tod” , 1921). La domanda è: “Come fa uno che vive nel 2010 a restare a bocca aperta davanti a un film muto di 90 anni fa?”...guardatelo e poi ditemi. La storia, estremamente teatrale, parla di un forestiero che compra un terreno vicino al cimitero di un paese mitteleuropeo costruendovi una gigantesca quanto misteriosa muraglia. Nonostante la costruzione non abbia porte né entrate alcuni vedono cortei di anime entrarvi; tra questi una ragazza scorge il suo amato e decide (per riaverlo indietro) di andare a parlare con il padrone del terreno, che si scoprirà essere personificazione della morte.